Gli epic fail della comunicazione: una top 5… mostruosa!

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Gli epic fail della comunicazione: vi presentiamo la top 5 dei più mostruosi orrori errori di social e pubblicità.

Trick or treat?

Sbagliare è umano, certo, ma il mondo dei social (e, più in generale, dei media) non perdona. In questo articolo, vi raccontiamo gli episodi in cui i brand hanno fallito. Nel tentativo di comunicare un prodotto in modo originale, o nella speranza di arginare una crisi comunicativa in corso. Spesso con buone intenzioni, i marchi sbagliano. E non si torna indietro. Anche rimuovendo un post, purtroppo, molto spesso, non si cancella un messaggio errato o offensivo. Guardando all’Italia, non si possono non citare quei nomi, spesso alfieri del tanto decantato Made in Italy, scivolati miseramente su bucce di banana comunicative. Ed ecco la top 5 dei peggiori errori degli ultimi dieci anni: casi in cui la bruttezza delle dichiarazioni si combina alla grande risonanza di marchi di fama internazionale.

5. Una caramella al limon

Si inizia la scalata verso gli errori più brutti con la “promozione” Trenitalia per la Festa della Donna dello scorso anno. L’azienda leader dei trasporti su rotaie, infatti, pensò bene di mandare una newsletter in cui prometteva, nella data dell’8 marzo, una caramella al limone per tutte le donne. Sarebbe bastato questo per far comparire una smorfia disgustata sul volto degli utenti ma, no, Trenitalia ha saputo fare di meglio. Nella mail erano specificate due clausole: l’omaggio era riservato a chi viaggiava con Frecciarossa e usufruiva del servizio bar e ristorante. Insomma: a fronte di una spesa anche di diverse centinaia di euro, in cambio ci sarebbe stata una caramella. Talmente agghiacciante da non meritare commenti?

immagine che contiene epic fail comunicazione trenitalia

4. Merry EpicFailMas

La campagna natalizia di Pandora nel 2017 fu davvero memorabile. Sui cartelloni campeggiava la frase “Un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule, un bracciale Pandora. Secondo te cosa la farebbe felice?”. I detrattori evidenziarono subito la visione anacronistica di donna che emerge da questo copy. I sostenitori, invece, considerarono quelli come esempi di regali brutti fatti dagli uomini [sic!] in molte occasioni. Ma allora, perchè non fare semplicemente riferimento a quei regali brutti e banali che, almeno una volta nella vita, abbiamo ricevuto tutti? Set di sciarpa e guanti di lana in primis.

immagine che contiene epic fail comunicazione manifesto pubblicitario pandora

3. Riso amaro? No, pasta scotta

Per proseguire con i più clamorosi epic fail della comunicazione, nel 2013, il CEO Guido Barilla rilasciò al programma di Radio 24 “La Zanzara” una dichiarazione rovinosa in merito alla composizione della famiglia tradizionale. Disse testualmente: “Se a loro piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano [“]. Facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri”. Il loro in questione era riferito agli omosessuali. La frase, oltre a far infuriare la comunità LGBTQ+, generò un terremoto mediatico e un conseguente boicottaggio del noto marchio di pasta. E, tra i cori di proteste che si sollevarono, non mancarono i competitor che colsero l’occasione per fare instant marketing.

2. La Cina è vicina? Anzi, non più

immagine che contiene modella spot ad dolce e gabbana epic fail

E’ quasi ai confini della letteratura horror la gestione della crisi Dolce & Gabbana del novembre 2018. L’incipit non fu “Era una notte buia e tempestosa”, ma uno spot con cui la nota casa di moda pensava di pubblicizzare i propri capi in Cina. In questo ad si vedeva una ragazza cinese che provava a mangiare cibi tipicamente italiani (tra cui un abnorme cannolo siciliano) con le bacchette. La sovrabbondanza di sessismo e stereotipi culturali della pubblicità in questione sarebbe già stata sufficiente per scatenare una crisi mediatica. Ma D&G hanno fatto davvero le cose in grande. Il clamore social della campagna pubblicitaria spinse lo stilista Stefano Gabbana a rispondere in modo furioso ai commenti degli utenti, attingendo al più bieco immaginario dei “cinesi mangia-cani”. Influencer, blogger e giornalisti boicottarono il brand e, subito dopo, il governo cinese cancellò formalmente la sfilata D&G in programma.

E’ sempre colpa dell’hacker!

Per arginare una situazione sempre più ingestibile, gli stilisti dichiararono che i loro profili erano stati hackerati. Dopo quella che aveva tutta l’aria di essere una scusa, Dolce e Gabbana pubblicarono un video ai limiti dell’assurdo. Calati in una scenografia barocca che è la cifra stilistica delle loro collezioni, porgevano delle scuse approssimative. Tra le espressioni più tragicomiche, la frase pronunciata da Stefano Gabbana “Vogliamo chiedere scusa anche a tutti i cinesi nel mondo” Perchè ce ne sono molti?. Ciliegina su una torta già caduta rovinosamente a terra. Naturalmente, lo sgomento che, in quella occasione, investì i fashion addicted non fu un fuoco fatuo. Il marchio risentì pesantemente del boicottaggio, tanto occidentale, quanto orientale. L’eliminazione dei capi D&G dagli e-commerce cinesi, infatti, rappresentò un’imponente ripercussione economica, riferita a un mercato che rappresenta(va) un terzo del fatturato della maison.

immagine che contiene epic fail dolce&gabbana

1. INPS per la famiglia (Addams?)

Merita la medaglia d’oro il capolavoro tra trash e horror messo in scena dai social media manager di “INPS per la famiglia” ad aprile dello scorso anno. Davanti alle numerosissime richieste pervenute sul canale Facebook a proposito del reddito di cittadinanza, chi gestiva ha evidentemente perso la pazienza. E così, tra modi sgarbati, errori di ortografia e recriminazioni personali, il mondo degli epic fail ha avuto delle perle. Per chi avesse rimosso questa gloriosa pagina della pubblica amministrazione sui social, alleghiamo la testimonianza di uno dei dialoghi più esilaranti.

Allora, vi abbiamo spaventato abbastanza con questi epic fail della comunicazione? Sembra paradossale, ma in un mondo digital e social, molte aziende e CEO hanno ancora difficoltà a comprendere la forza mediatica di Facebook e affini e orientarsi in questo mondo. Quelli che vi abbiamo raccontato sono casi di importanza nazionale e mondiale, ma una cattiva comunicazione può far inciampare anche gli affari a livello locale. La gestione dei social, delle campagne Google, della comunicazione online e offline non è da sottovalutare. E’ per questo che affidarsi ai professionisti di Creo Group vi permetterà di evitare episodi spiacevoli e migliorare la vostra digital presence.

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