Guida all’APE: tutto ciò che ti serve sapere!

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Dal 2005 la Legge impone l’obbligo di certificazione delle prestazioni energetiche di un immobile. Le attestazioni energetiche, inoltre, si stanno rivelando fondamentali nel determinare il valore di mercato dell’immobile. Scopriamo insieme i segreti dell’APE!

In principio era l’ACE, l’Attestato di Certificazione Energetica.

Era il 2005, i più “navigati” se ne ricorderanno sicuramente.

Poi, nel 2013, la nuova denominazione: Attestato di Prestazione Energetica, APE.

Questo importantissimo documento risponde alle normative europee sull’efficientamento energetico delle unità abitative, a loro volta figlie del famoso Protocollo di Kyoto, il trattato che stabilisce le pratiche per la riduzione dei gas serra nell’atmosfera.

La questione ambientale sta diventando sempre più centrale nel dibattito pubblico: l’intensivo sfruttamento delle risorse, l’inarrestabile emissione di anidride carbonica (e altri gas serra), l’inquinamento di mari e terre, sono solo alcune delle sfide che dovremo affrontare in tema di sopravvivenza ambientale nel prossimo futuro.

Il comparto immobiliare rappresenta una grande problematica, se si guardano i numeri.

Secondo varie stime, per raggiungere l’optimum climatico in casa, nel nostro Paese si producono circa 44,8 kg di Co2 al metro quadro.

Questo si traduce in enorme spese per le bollette e in tonnellate di anidride carbonica immessa nell’aria.

E ancora: in tutta Europa, il 40% delle emissioni di Co2 è dovuto alle case.

Numeri mostruosi, sintomo di un problema che va affrontato al più presto.

LA PRESTAZIONE ENERGETICA COME VALORE

Alla consapevolezza sulle tematiche ambientali, si affianca una rinnovata sensibilità: chi cerca casa, preferisce sempre più immobili di classe energetica elevata.

Il fenomeno è facilmente spiegabile.

Tolta la fetta degli idealisti, per cui la lotta all’inquinamento assume i connotati di una vera e propria guerra, molti preferiscono cercare case efficienti dal punto di vista energetico perché garantiscono un risparmio elevatissimo in termini di gestione.

Una casa in classe A consuma 30 Kwh/mq l’anno, mentre una in classe G 160 Kwh/mq.

Ciò significa che una casa in classe A permette un risparmio 10 volte superiore rispetto a una di classe G.

Minori costi, maggiori risultati, insomma.

Un valore notevole, che, secondo alcune stime di immobiliare.it, si traduce in un aumento di prezzo di oltre il 20% (considerando due case situate nella stessa zona e aventi la stessa metratura a Roma).

L’APE, COSA DICE LA LEGGE

L’Attestato di Prestazione Energetica è obbligatorio per legge dal 2013 e l’onere della sua redazione spetta ai proprietari dell’immobile.

Ma che cos’è l’APE?

L’APE altro non è che un certificato delle caratteristiche energetiche di un immobile con validità decennale ( a patto di controlli periodici della caldaia).

La legge prevede che l’attestato vada presentato ogni qual volta si presenti una compravendita, una locazione o una donazione di edifici interi o di unità immobiliari singole, sia tra privati sia che si passi tramite agenzie.

Inoltre, l’APE è obbligatorio per nuove costruzioni e per interventi di ristrutturazione che coinvolgano più del 25% della superficie totale dell’immobile.

Il suo rilascio deve essere effettuato da un soggetto accreditato che ha il compito di valutare le caratteristiche tecniche dell’immobile.

A COSA SERVE E COSA DEVE CONTENERE L’APE

La certificazione serve a inquadrare l’immobile in una delle classi energetiche che vanno da A4 (la più alta) a G (la più bassa).

La classificazione avviene in base a criteri di efficienza energetica prestabiliti e costituisce, come abbiamo visto, un importante fattore decisionale nella compravendita o nella locazione di un immobile.

Inoltre, l’APE è indispensabile per ottenere il certificato di agibilità di un edificio.

Le informazioni contenute al suo interno comprendono:

  • Prestazioni di energia rinnovabile, non rinnovabile ed energia elettrica esportata;
  • Emissioni di anidride carbonica;
  • Requisiti minimi di efficienza energetica;
  • Qualità energetica del fabbricato, ovvero le prestazioni termiche utili per la climatizzazione invernale e l’area solare equivalente, assieme alla trasmittanza termica periodica;
  • Indicazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica con proposte degli interventi significativi e convenienti.
  • Prestazione energetica globale, espressa in termini di energia primaria totale e primaria non rinnovabile;
  • Quantità annua di energia consumata;
  • Caratteristiche termo-igrometriche;
  • Elenco dei servizi energetici e delle relative efficienze;

Tutto questo concorre alla determinazione della classe energetica di appartenenza.

COME AVVIENE LA CERTIFICAZIONE

La certificazione delle prestazioni energetiche, come abbiamo visto, richiede l’intervento di un soggetto certificatore accreditato, con responsabilità civili e penali.

Questo significa che per la redazione dell’APE occorre rivolgersi a un tecnico regolarmente abilitato dalle normative regionali (quelle che fanno riferimento in materia), il quale, grazie alle sue competenze di progettazione ed efficientamento energetico degli edifici, condurrà un’approfondita analisi del fabbricato.

I fattori presi in considerazione nell’analisi energetica sono molteplici e spaziano dai consumi alle energie rinnovabili, passando per infissi, murature, impianti e tutto ciò che concorre al riscaldamento o al raffreddamento dell’immobile.

Il documento prodotto dal tecnico verrà consegnato ai proprietari e agli uffici regionali preposti.

I COSTI DELL’APE

I costi della pratica variano molto tra regione e regione.

In generale, i prezzi più bassi si trovano al Sud, mentre quelli più alti al Nord e nelle grandi città.

Inoltre, dipendono molto dal professionista qualificato da contattare.

Guardando il mercato, si possono stimare prezzi medi che vanno dai 150€ ai 250€ per il singolo attestato che, lo ricordiamo, ha validità di 10 anni.

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