Il mercato immobiliare dopo il Covid, tra rilancio e prudenza

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Il rapporto Nomisma sul “comparto casa” certifica un contenimento delle perdite durante il 2020 e prevede la ripresa per l’ultimo trimestre del 2021

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Cauto ottimismo, questa la sensazione che trapela dalle parole di Luca Dondi e Lucio Poma, rispettivamente Amministratore Delegato e Capo Economista di Nomisma, società di consulenza e ricerca economica tra le più prestigiose del nostro Paese.

“Il 2020 si è chiuso meglio delle previsioni”, afferma Dondi durante la conferenza di presentazione dello studio, “ma dobbiamo ancora capire se qualche nodo verrà al pettine nei prossimi mesi. Per questo restiamo prudenti sulla possibilità di future ricadute”.

La pandemia, assieme a tutti gli altri settori, ha colpito inevitabilmente anche l’immobiliare che, nelle compravendite, ha visto segnare nel 2020 un -7,7% rispetto al 2019.

Un dato dalla parvenza drammatica, ma, se confrontato con il -9% generale di PIL italiano e con le perdite di altri settori come l’hotellerie e alcuni segmenti del retail, dà adito a un giusto e ponderato ottimismo riguardo al futuro.

La crescita del settore dal 2021 al 2023 sarà in linea con quella prevista per il nostro Paese da tutti gli organi economici nazionali e internazionali (che dovrebbe aggirarsi ad un +4,4% del PIL su base annua) e sarà trainata dal rinnovato clima di fiducia delle famiglie nell’economia reale, tornato ai livelli pre-Covid, come sottolinea Poma nel suo intervento.

CRESCE L’INTENZIONE D’ACQUISTO

La fiducia ritrovata sostiene un nuovo slancio delle famiglie nell’intenzione di acquisto di una nuova abitazione, nonostante il 40% dei nuclei abbia risparmiato di meno rispetto al solito e il 75% degli stessi tema le criticità della situazione macroenomica alla fine del 2021 e per i primi mesi del 2022.

Aumentano di quasi 1 milione (da 2,4 milioni a 3,3) le famiglie che hanno espresso la volontà di acquistare una nuova casa, anche se solo 800mila potranno effettivamente concretizzare questa intenzione (numero comunque in ascesa rispetto alle 500mila del 2020), dato che fa salire a 558mila la previsione di compravendite relative all’anno 2021 (comunque ferme a -7,7% rispetto al 2019)..

Allo stesso tempo, tuttavia, si stima un calo di acquisti per investimento, quindi a trainare il settore saranno prettamente gli acquisti per uso abitativo.

LE BANCHE SOSTENGONO LA RIPRESA, MA CRESCE IL TASSO DI INADEMPIENZA

La maggior parte delle compravendite stimate saranno sostenute dalle banche, anch’esse in stato di fiducia per lo spread basso e la riduzione delle sofferenze.

Se, da un lato, le banche assumono un atteggiamento espansivo, erogando più mutui ed a tassi più bassi, dall’altro si registra un aumento del 6,1% delle inadempienze, fattore da non sottovalutare assolutamente in ottica di ripresa del settore.

UN OCCHIO AL FUTURO

Nomisma stima una ripresa graduale delle compravendite nei prossimi 2 anni, con il raggiungimento della quota di 651mila previste per il 2023, pari ai livelli pre-Covid del 2019.

In testa sempre il segmento residenziale che occuperà l’80% del volume d’affari totale. Stazionari gli altri segmenti, con l’eccezione delle compravendite speculative, le quali rimangono al palo.

Si cercherà in misura maggiore l’hinterland rispetto ai capoluoghi e alle grandi città, questo per via della maggiore accessibilità economica delle abitazioni a parità di spazi e alla migliore qualità della vita generale, confermando così la tendenza registrata anche nei recenti anni: il 93,7%  ha mostrato maggiore interesse per le abitazioni più grandi, con spazi verdi (il 68,9%), fuori dal Comune principale (il 64%) e performanti del punto di vista del risparmio energetico (70,5%).

Per approfondire lo studio di Nomisma: https://www.nomisma.it/presentato-il-1-rapporto-sul-mercato-immobiliare-2021

CONCLUSIONE

Il rapporto Nomisma ha evidenziato criticità e opportunità relative ai prossimi anni, mantenendo un atteggiamento prudente nei confronti di un quadro mutevole e molto volatile.

Quello che è certo è che l’immobiliare sia ancora uno dei settori con maggior possibilità di sviluppo, soprattutto per coloro che sapranno adattarsi alle nuove forme di marketing che il mercato richiede.

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