La brand identity aziendale: conoscersi e raccontarsi

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Saper parlare di sè per far parlare di sè: ecco la brand identity, un elemento di grande rilevanza nella promozione di un’azienda. Si tratta di un insieme di tecniche e good practices orientate a valorizzare un’azienda, facendo emergere tutta la sua personalità.

Alla scoperta della brand identity

Una parola chiave per entrare nel vivo della brand identity è “coesione”. Ogni azienda, marchio o libero professionista ha bisogno di dare al proprio pubblico un’immagine coordinata. Gli utenti e i visitatori di una pagina internet o social si possono rivelare futuri acquirenti e, di conseguenza, potenziali clienti fidelizzati. In altre parole: ogni contatto è una potenziale lead e, per questo motivo, merita di conoscere al meglio l’azienda e i suoi prodotti o servizi per valutarne pro e contro.

immagine che contiene imprenditore al lavoro in un'azienda

Personalità e coesione

Presentarsi al meglio è possibile, se si segue una strategia di brand identity. Infatti, il principio alla base di tutto è quello di individuare i tratti essenziali della storia e della “personalità” aziendale e comunicarli in modo lineare. Perciò, innanzitutto niente che si distacchi da mission e vision che nella realtà ha l’azienda. Nessuna mistificazione, nessuna esagerazione che non gioverebbe a nessuno.

Presentarsi online e offline ha bisogno innanzitutto di “coerenza”, un’altra parola chiave se si parla di brand identity. L’azienda deve saper parlare di sè: con le parole, le immagini e tutti gli elementi che possano lasciare trasparire la personalità. Non esiste una gerarchia tra elementi: tutti concorrono in egual misura a costruire un’immagine solida e vincente. E a trasmetterla al potenziale acquirente, naturalmente.

La brand identity e il suo glossario

Vediamo nel dettaglio alcuni elementi che concorrono alla creazione di un’identità aziendale solida e concreta, immaginando gli elementi di una comunicazione efficace come gli strati di un iceberg.

Il primo impatto

  • Il naming: il tuo biglietto da visita. Il nome di un’azienda, quando può essere associato a una ricerca creativa, deve racchiudere, in modo complementare e speculare al logo, le informazioni essenziali di un’impresa. Là dove il naming creativo non sarà possibile (ad esempio, nel caso in cui l’azienda abbia il nome e cognome del suo fondatore), ci penseranno logo e payoff a incuriosire e attirare l’attenzione.
  • Il logo: la trasposizione grafica del tuo brand. L’importanza di un logo è basilare e, fortunatamente, questo è un concetto abbastanza risaputo. Un’immagine che deve essere chiara, facilmente riconoscibile, accattivante e racchiudere al suo interno una stilizzazione dei valori aziendali.

Un’occhiata più approfondita

  • Il font: la tua… calligrafia. Sebbene possa apparire marginale, la scelta di un carattere tipografico è determinante per un’azienda. Se una ludoteca scegliesse un font dal richiamo gotico, incuterebbe timore e sospetto, vero? Ecco spiegata la necessità del carattere giusto per l’azienda giusta.
  • Il payoff: il “sottotitolo” dell’azienda. L’impresa ha un nome, con il quale può già comunicare dei valori, ma è il payoff a rimarcare questi confini. Con lo slogan a corredo del nome aziendale, infatti, ci si pone come obiettivo quello di far sapere immediatamente qualcosa in più su cosa si fa e, soprattutto, come.
  • Le foto e le grafiche: tutto il visual. Un’azienda deve saper parlare anche attraverso le sue immagini: quelle presenti sul sito, il feed social, il materiale stampato. Tutto deve trasmettere simultaneamente gli stessi valori e le stesse emozioni.

Le fondamenta invisibili (o quasi)

  • Il tone of voice: visivo e non solo. In ogni pianificazione di comunicazione aziendale c’è l’individuazione del cosiddetto “tono di voce”. Cioè, come l’impresa o il professionista decide di porsi al suo pubblico: un tono cordiale e formale o uno che “avvicina” amichevolmente azienda e consumatore? Allo stesso modo, le scelte strategiche del tono of voice ricadono anche nell’ambito visual, con studi e analisi analoghi che riguardano l’impatto visivo.
  • Below the line: oltre l’online. Non ci sono solo il sito internet o la social presence: la brand identity si prede cura di tutto. Anche di ciò che non è sul web. Perciò, assicurarsi che anche biglietti da visita, brochure, flyer, gadget o cartelloni pubblicitari siano conformi ai criteri di coerenza e coesione precedentemente stabilite.
immagine che contiene laptop aziendali e luogo di lavoro durante l'elaborazione di brand identity

Infatti, non bisogna dimenticare che è proprio la brand identity l’elemento maggiormente responsabile di un legame con il pubblico. Che si rivelerà vincente, se si è in presenza di una brand identity studiata e strategica, o che rischierà di essere molto labile, nel caso in cui, al contrario, ci si trovasse di fronte a una brand identity debole e che può apparire quasi casuale.

Creo Group mette a disposizione di liberi professionisti e aziende le consulenze di brand identity. Per maggiori informazioni, consulta il nostro sito o scrivici.

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